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straordinario
cos'è poesia?
chi può dirlo.
io so solo che la poesia è fuori da ogni controllo.
ti sorprende mentre sei a cena, e guardi distrattamente la tv.
un pezzo di formaggio, un sorso di vino, e la poesia ti abbraccia dietro la schiena, come la tua donna quando sei triste.
come un amico quando ti rivede dopo mesi
perchè a volte la poesia si traveste,
casual
e te la porta una voce inaspettata.
questo blog riapre...
e si parlerà di poesie....
in tutte le sue forme...
cinema
scrittura
musica
amore amicizia....
ci siamo quasi..
Barletta, teatro Curci, mercoledì 26 novembre, ore 21.00
ancora una volta per fare beneficenza in memoria di un amico... Guido Filograsso.

ciao man !
una macchina percorre indolente l'autostrada ad una discreta velocità media di crociera.
nell'auto ci sono 5 giovani uomini o 5 vecchi ragazzi...come preferite.
l'autostrada scivola sotto le ruote come il tapisroulant sotto i piedi di un atleta in palestra.
il tempo che passa è cadenzato da giuliano palma nello stereo e le risate dei 5 nell'abitacolo.
la strada ha una meta ed un motivo.
la meta è Roma, il motivo è l'amicizia.
alla guida c'è un uomo che è un paradosso vivente.
2 baffetti anni 50, l'abbigliamento da porto cervo, un ruolo politico sulle spalle, ma sembra che questo non lo riguardi...
accanto a lui c'è un rompicoglioni cronico, che tende al cinismo per mascherare, non riuscendoci quasi mai, tutto l'amore che prova per sua moglie, i suoi amici, la sua famiglia o semplicemente per la vita...nel senso più ampio del termine.
dietro c'è un giovane uomo esile e bianco di carnagione...un idealista con un cuore grande come la grande madre russia di cui ha una nostalgia pregressa...il fatto che sia così il più mingherlino stride con il fatto che gli altri 4 sappiano che sia un gigante.
al centro c'è un fabbricante di parole piacevole come una doccia ghiacciata ad agosto.
parla con un tono conviviale che ti da l'impressione che ogni concetto sia fresco...dissetante...parla che sembra che non esprima concetti...sembra che faccia mojito di parole...e che ha il controllo delle risate.
a chiudere c'è il motivo del viaggio, il pretesto di quella consacrazione dell'amicizia...l'alibi per quella consacrazione di fratellanza.
c'è il celibando...c'è il festeggiato...
un uomo che è fatto di idee ed ideali...c'è quello che l'americano medio ( o una copiwrighter sopra la media) definirebbe self made man.
è uno che del suo eccesso di parole e concetti, emozioni e logorrea, di amore e cinismo ha fatto il suo lavoro.
un uomo che vive il sogno di tutti (condiviso con quello seduto al centro) ma come se fosse normale.
dovrebbe parlare di feste chic e cocktail mondani...di divi e jet set...ed invece parla di trattorie e del vino di pasquale...ti abbraccia ogni volta che ti vede e ride alla vita...si difende dalla sua ipocondria con l'ironia e fa la tosse per finta.
400 km fino a roma, per fare quello che avrebbero potuto fare a casa loro...
nulla...stare insieme...ridere...bere...fumare...giocare a carte...andare a cena fuori e parlare...parlare...parlare...ed abbracciarsi...
a molti di quelli che leggonoquesto post sembrerà che i 5 abbiano fatto un addio al celibato di merda...
i 5 ragazzi, di ritorno da roma, in auto sono felici come bambini al suono della campanella l'ultimo giorno di scuola, perchè hanno passato 2 tra i giorni più belli della loro vita.
semplici e divertenti...
esattamente come loro.
lei è li.
una vestaglia di lanetta grigia, lunga sopra il polpaccio.
è di spalle e ripone bicchieri e posate nella lavastoviglie dopo una cena con amici.
i capelli, raccolti, le scoprono il collo color avorio.
spesso mi fermo ad osservarla.
quando dorme, quando legge, quando parla con gli altri.
lei è mia moglie.
lei è tutto ciò che ho.
al di là del lavoro, oltre gli amici, sopra me stesso.
lei è tutto ciò che ho.
il motivo
la causa
l'effetto
l'impeto e l'impulso.
lei è tutto ciò che ho.
al di là del giorno, delle ore, dei passi.
è tutto quello che ho.
tutto quanto.
i progetti
gli sforzi
il lavoro.
spesso la osservo,
e quando dorme, penso sempre a quanto è bella...
e che se perdessi lei,
perderei il senso di ogni cosa
.
nonostante la polvere, e la terra che mi arrossa gli occhi.
nonostante i tramonti e le veglie ed i fiori appassiti,
i chilometri fatti, i vestiti cambiati,
maledico marzo, e i girasoli che amavi tanto, e un film che non ha colpe.
nonostante la vita che vivo e le gioie che provo, e questa terra che resta negli occhi a renderli rossi e irritati.
nonostante le pioggie ed i soli e la luna rossa del 3 marzo,
parigi, i ricci che amo, e gli amici,
maledico marzo, una canzone stupenda, e i girasoli che amavi tanto.
nel mio mondo, ci sono cerchi che hanno angoli e discorsi che hanno un senso.
nel mio mondo abita lei che precede quel che penso.
nel mio mondo, una fine è una fine, ed una fine è un inizio.
vivo sotto processo, condannato senza traccia di un indizio.
io resto.
io vado.
il mio mondo ha incertezze esclamative.
io transito, vago, prendo iniziative.
un punto è una fine. il mio mondo è compreso tra 2 virgole.
il mio mondo è compreso tra una lacrima e un sorriso.
il mio mondo è liso, sgualcito, usato.
il mio mondo è nuovo, come appena comperato.
il mio mondo in carta crespa, in gommapane,
il mio mondo che rimane, il mondo che ripiega
il mondo che si spiega, che fa chiarezza, che si oppone.
il mio mondo che compone.